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TERRITORIO DEL LOGUDORO E MONTE ACUTO
Il cuore della Sardegna settentrionale è il Logudoro, il cui significato è "Logu de Oro". Il cuore del Logudoro è il Monte Acuto che prende il nome da una piccola altura orlata, dove vi sono dei resti di un castello che fu di Eleonora D'Arborea, signora della Sardegna nel XV secolo. Antropizzato precocemente da insediamenti umani che sono contemporanei dei primissimi insediamenti dell'uomo in Sardegna, il territorio è collocato, dalla sua postura nella più vasta geografia della parte settentrionale della Sardegna, in un punto che ne fa il quasi immediato retroterra di una "buccia" costiera che è stata sempre aperta ad influssi, incontri, commerci , scambi e annunci di civiltà. Lo fu nella preistoria: quando da qui partivano modelli di oggetti che si ritrovano esemplati, poi, in tutta l'isola; lo fu al tempo dei romani: quando era il nodo interno di un razionale sistema di comunicazioni a scala isolana; lo fu nel medioevo: quando mercanti genovesi e pisani arrivavano qui dai facili varchi aperti alle montagne sul Tirreno; lo fu nei secoli di mezzo: quando i suoi padroni stavano addirittura al di là del mare occidentale in Spagna; lo fu nel secolo scorso: quando le sue mandrie migravano dai porti di Torres e di Terranova (Olbia) verso ricchi mercati di Marsiglia.
E' nei primi decenni dell'Ottocento, che comincia la storia nuova di questa zona, in quanto in questi anni scomparvero alcuni modi della vita associata profondamente radicati nella coscienza e nella memoria collettiva: come per esempio, le varie forme dell'uso comunitario della terra, considerati come ostacolo al progresso di una agricoltura moderna e alla stessa crescita civile e sociale della popolazione.
Da quegli anni deriva gran parte della fisionomia attuale del Monte Acuto, che è oggi una sub-regione di undici comuni (Alà dei Sardi, Ardara, Berchidda, Buddusò, Ittireddu, Mores, Nughedu San Nicolò, Oschiri, Ozieri, Pattada, Tula ), 1497 chilimetri quadrati, circa 40.000 abitanti; organizzata fisicamente intorno a una pianura che fa da cerniera alle sue pareti montuose che ne delimitano i confini a nord e sud , a nord lungo le pendici del Limbara a sud lungo i crinali delle forti colline che la separano dalla Sardegna più interna.
In questa pianura centrale uomini e animali hanno lavorato per secoli la terra, percorrendola e addomesticandola ed è su queste colline, secondo un'abitudine propria del medioevo sardo, che si è addensato quel poco di popolazione che questi territori potevano sostentare.
Così si è venuta acquartierando nel tempo un'economia contadina e pastorale insieme: contadino sulle piccole dimensioni e pastore di pochi animali. Le speranze di questo territorio dipendono dalle sue risorse naturali che sono: la pianura, che con la sua posizione favorisce collegamenti e scambi in tutta la Sardegna settentrionale; il lago Coghinas (uno dei più grandi invasi artificiali d'Italia) con le strutture di produzione idroelettrica e di irrigazione per l'agricoltura; le attività di sfruttamento di antiche e caratteristiche risorse naturali (granito e sughero); il fascino di antiche esperienze di artigianato locale (per esempio a Buddusò vi è la bottega "Artintaglio di Mastru Mimmiu" che produce manufatti artigianali di legno, è là che tanti giovani iniziati alla lavorazione del legno, apprendono un vecchio mestiere che è quello della scultura su legno", la vocazione turistica e agrituristica di tanta parte del territorio.
LA LINGUA SARDA
Il Logudoro è da considerarsi più che una regione geografica ben definita, un'area linguistica dove si parla il Logudorese, che si distingue nettamente dalle altre due lingue principali parlate in Sardegna: il Campidanese e il Gallurese. Ozieri e Bonorva vantano la purezza della lingua. La lingua sarda come tante altre e di origine neolatina. Il dialetto Buddusoino è il Logudorese con piccole influenze del dialetto Nuorese , data appunto la vicinanza alla provincia di Nuoro. La peculiarità ( caratteristica ) di questo dialetto è di anteporre la lettera "C" nella pronuncia di alcune parole ( per esempio da DEO "io" CEO ) , proprio per questo gli abitanti di Buddusò sono denominati "CEINI" .
Bibliografie :
il Monte Acuto a cura di Manlio Brigaglia .
Museo Itinerante del territorio VI Comunità Montana Monte Acuto.
"la lingua sarda" di Wagner.
Testimonianza orale di Tommaso Tuccone. |
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